lunedì 11 marzo 2013

Recensione: "Bianca come il latte, rossa come il sangue" di Alessandro D'Avenia

Nell'attesa dell'omonimo film con Filippo Scicchitano, Luca Argentero e Gaia Weiss in uscita ai primi di aprile, leggiamo e recensiamo il libro da cui è tratto: "Bianca come il latte, rossa come il sangue" di Alessandro D'Avenia.


Titolo: Bianca come il latte, rossa come il sangue
Autore: Alessandro D'Avenia
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 254
Prezzo: 13,00€ (brossura)


Trama
Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori "una specie protetta che speri si estingua definitivamente". Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno. Leo sente in sé la forza di un leone, ma c'è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l'assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell'amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l'ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e, come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.


La mia recensione

Romanzo d'esordio dello scrittore-professore siciliano Alessandro D'Avenia, questo libro mi ha fatto versare non poche lacrime.

E' la storia di Leo, ragazzo di sedici anni come tanti altri, che adora il calcetto e gli amici ed odia la scuola tanto da definirla una perdita di tempo. La classica vita dell'adolescente fino a quando l'amore e il dolore non fanno capolino sulla sua strada trasformandola in un turbine di sentimenti contrastanti che lo portano a diventare una persona diversa da quella che era prima, a pensare cose e a fare scelte che prima non gli sarebbero neanche mai venute in mente.

Pochi sono i personaggi di questa storia, ma ognuno porta con sè un'importanza non irrilevante.
Il Sognatore, il professore di storia e filosofia, all'inizio sembrava agli occhi di Leo uno sfigato come tutti gli altri, anzi peggio, perchè nelle sue lezioni parlava molto spesso di sogni e storie giudicate "cazzate" dal ragazzo, ma ben presto Leo si appassiona a queste lezioni fuori programma tanto da chiedere aiuto e consiglio al professore su come fare per trovare il proprio sogno e realizzarlo.
Beatrice è l'amore, la ragazza dai capelli di fiamma, rossi, di cui Leo si innamora per la prima volta. Sarà colei che gli darà una nuova visione della realtà e di quello che comporta prendersi cura degli altri.
Il rosso dei suoi capelli è quel colore e quell'elemento che tiene a galla Leo da tutto il bianco che c'è nella sua vita: il bianco - il colore di cui Leo ha più paura, perchè non sa di niente e non rappresenta niente e tutto inghiotte. Come una pagina bianca di un diario nel quale non si può scrivere se al di sotto non si hanno delle linee spesse e nere che ti guidano. Beatrice, come quella di Dante, salverà Leo dal bianco della sua vita.
E poi abbiamo Silvia, la migliore amica di Leo, che lo sostiene e lo aiuta in tutto anche se ciò comporta in lei dolore. Lei è l'azzurro nella vita di Leo, colei che "non importa cosa succede, lei è un porto sicuro e sai che ci sarà sempre".

Raccontata dal punto di vista di Leo, in prima persona, questa storia racconta un piccolo pezzo di quel dolore al quale non c'è scampo: l'autore usa per questo termini semplici e un linguaggio facile da leggere dagli adolescenti proprio anche per rivolgersi a loro e sopratutto a loro.
Un libro fresco, scorrevole, ricco di pensieri "maturi" e di frasi semi-filosofiche e povero di dialoghi ma non per questo meno coinvolgente.

Un libro triste che ci fa capire quali sono le cose che contano davvero nella vita. Un libro che consiglio a tutti, non solo agli adolescenti per aiutarli a capire cosa sia l'amare qualcuno incondizionatamente attraverso il dolore che si prova sapendolo malato, ma anche ai grandi per fargli capire come certi atteggiamenti o reazioni degli adolescenti non siano sempre e solo per le solite stupidaggini ma anche a volte perchè nascondono dietro qualcosa di più profondo e più serio.

Vi lascio con un teaser tratto dal libro, una frase detta dal Sognatore:
"L'amore non esiste per renderci felici, ma per dimostrarci quanto sia forte la nostra capacità di sopportare il dolore".

Il mio voto

3 commenti:

  1. *A* vedo che ti è piaciuto quanto a me :)
    Non vedo l'ora di leggere anche il suo Cose che nessuno sa!

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