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martedì 8 ottobre 2013

Recensione: "Novemila giorni e una sola notte" di Jessica Brockmole

Buongiorno a tutti miei lettori! Dopo un tempo infinito, ritorno a pubblicare qualche recensione :)
Oggi vi propongo quella di "Novemila giorni e una sola notte", il libro etichettato come "il più romantico dell'anno" (se vi ricordate ve ne avevo già parlato in questo post) ed invece a mio avviso di PIU' ha proprio poco.

Titolo: Novemila giorni e una sola notte
Titolo originale: Letters form Skye
Autore: Jessica Brockmole
Casa editrice: Nord
Pagine: 336
Prezzo: 16,00€
Data di uscita: 19 settembre 2013


Sinossi: Cara figlia mia,
tu non hai segreti, ma io ti ho tenuto nascosta una parte di me. Quella parte si è messa a raschiare il muro della sua prigione. E, nel momento in cui tu sei corsa a incontrare il tuo Paul, ha cominciato a urlare di lasciarla uscire.
Avrei dovuto insegnarti come indurire il cuore; avrei dovuto dirti che una lettera non è mai soltanto una lettera. Le parole scritte su una pagina possono segnare l’anima. Se tu solo sapessi...
E invece Margaret non sa. Non sa perché Elspeth, sua madre, si sia sempre rifiutata di rispondere a qualsiasi domanda sul suo passato, limitandosi a mormorare: «Il primo volume della mia vita è esaurito», mentre gli occhi le si velavano di malinconia. Eppure adesso quel passato ha preso la forma di una lettera ingiallita, l’unica che Elspeth ha lasciato alla figlia prima di andarsene da casa, così, improvvisamente, senza neppure una parola d’addio. Una lettera che è l’appassionata dichiarazione d’amore di uno studente americano, David, a una donna di nome Sue. Una lettera che diventa, per Margaret, una sfida e una speranza: attraverso di essa, riuscirà infine a svelare i segreti della vita di sua madre e a ritrovarla?
Come fili invisibili, tirati dalla mano del tempo, le parole di David conducono Margaret sulla selvaggia isola di Skye, nell’umile casa di una giovane poetessa che, venticinque anni prima, aveva deciso di rispondere alla lettera di un ammiratore, dando inizio a una corrispondenza tanto fitta quanto sorprendente.
La portano a scoprire una donna ostinata, che ha sempre nutrito la fiamma della sua passione, che non ha mai permesso all’odio di spegnerla. La guidano verso un uomo orgoglioso, che ha sempre seguito la voce del suo cuore, che non si è mai piegato al destino.
Le fanno scoprire un amore unico, profondo come l’oceano che divideva Elspeth e David, devastante come la tragedia che incombeva su di loro, eterno come i novemila giorni che sarebbero passati prima del loro incontro...



La mia recensione
Da quale lettrice che si lascia trascinare dall'entusiasmo generale del momento, che smania davanti a certe recensioni ed etichettature, non potevo certo esimermi dal desiderare ardentemente questo libro ancora un mese prima della sua uscita in Italia.
E così fu che sono riuscita ad averlo tra le mani due giorni dopo la pubblicazione, per gentile concessione di un'anima buona che pur di non sentirmi più blaterare romanticismi mi ha regalato questo libro!

Questo romanzo è scritto in forma epistolare (non leggevo qualche epistola dai tempi di... boh... dalle medie forse?). Le lettere si protraggono per un arco di cinque anni, ma saranno cinque anni difficili quelli raccontati su pezzi di carta poiché vanno ad accavallarsi alla prima grande guerra.
Un americano, per puro spirito di ammirazione, scrive una prima lettera ad una scrittrice scozzese complimentandosi con lei per le sue poesie.
Da qui ne nasce una fitta corrispondenza tra i due, celata agli occhi di tutti, durante la quale ne nasce un tenero amore.

La lettura di questo libro è scorrevole in gran misura e ciò è reso disponibile dal metodo adottato dalla scrittrice: la lettera. Le lettere infatti sono facili da leggere... e anche facili da scrivere, ammettiamolo!
Ma mi immaginavo qualcosa di più.
Certo, dai racconti dei due protagonisti l'idea degli ambienti che li circondano e delle situazioni che vivono è resa bene, ma il tempo che intercorre tra una lettera e l'altra rimane ignoto, un buco temporale: nelle missive infatti le vicende non sono mai raccontate esaustivamente, quasi due parole messe in croce giusto per l'occasione.
I tanto conclamati sentimenti nati tra le righe a mio avviso sono tenui, e poco coinvolgenti.
Abbiamo una ragazza british in tutto e per tutto che non ha mai lasciato la sua isola nelle Highlands perchè incapace di mettere piede su un traghetto; ed abbiamo il classico ragazzo americano, spavaldo e senza paura. Ma nonostante questo, non ho trovato carattere in essi, quello che si scrivono non è intriso di quel sentimento che loro dichiarano di avere. Ecco, forse un pò verso la fine si può scorgere qualcosa, ma non è così tanto "breathtaking" come avrei sperato. Per farvi un esempio:
Stavolta me ne sto qui, seduto a guardare la campagna inglese che scorre indistinta fuori dal finestrino, e riesco solo a pensare che ogni siepe, ogni campo chi mi lascio alle spalle, è un ostacolo in più tra di noi.
Chiamatemi esigente, se ritenete, ma da un libro pavoneggiato come "il più romantico dell'anno" mi sarei aspettata qualcosa di meglio.
In un era dove tutto sta alla tecnologia, forse allora lo scrivere lettere cariche di significato e pesanti per i sentimenti che vi sono racchiusi all'interno risulta difficile. Le "missive d'amore" di carta infatti sono sempre più sporadiche al giorno d'oggi, se non rare.
Però non tutto è da buttare. All'interno di questo libro il romanticismo, anche se un pò tenue a mio avviso, è oltremodo piacevole. Se non per tutte le 332 pagine, almeno per le ultime due si. 
In esse, infatti, vi è racchiuso tutto quello che avrei voluto leggere e provare per le precedenti 330. Vale la pena quindi scorrere con gli occhi tutto il libro per poter arrivare poi alla fine.
Ed è proprio per questo che gli aggiudico 3 stelle.

Voi cosa ne pensate? Qualcuno l'ha già letto? Fatemi sapere il vostro parere.

1 commento:

  1. Ho finito da leggerlo pochi giorni fa e aspetto di avere un momento libero per scrivere la recensione.
    Condivido in parte il tuo parere: le lettere sono brevi, brevissime, e anche a me è sfuggito il motivo per cui i protagonisti si innamorano. O, meglio, né lui né lei hanno scritto cose, o hanno descritto sentimenti tali da farmi innamorare.
    E' comunque un romanzo che mi ha tenuto inchiodata alle pagine e mi ha coinvolto moltissimo. E il finale, sì, è proprio bello.

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