venerdì 30 maggio 2014

Recensione: "Doppio stradivari" di Antonella Iuliano

Buon pomeriggio miei cari lettori.
Giungo oggi, dopo circa due mesi, con una nuova recensione (era ora! direste voi XD).
Oramai lo saprete già il motivo della mia inattività in questi mesi; per chi se lo fosse perso, ecco qui il post.
Sono stati mesi intensi, in cui mi sono divisa tra il corso di lingua tedesca al mattino e il lavoro/tirocinio al pomeriggio. Ma questi mesi sono giunti ormai al termine. Eh si, perchè - indovinate un po' - DOMANI PARTO! Domani inizierò una nuova esperienza in terra "estera". Qualcuno "malignamente" ha scherzato sul fatto che di sicuro mi troverò bene con i tedeschi, perchè - come mi dicono - "quando hai deciso una cosa, quella è!"...
Perciò tutto quello che d'ora in avanti scriverò su questo blog sarà "Live from Freiburg".
Tornando alle cose serie, per salutarvi e darvi un arrivederci da fuori confine, vi lascio con la recensione dell'ultimo libro di Antonella Iuliano. Ve ne avevo già parlato in un'anteprima un paio di mesi fa, ma vi rinfresco ugualmente la memoria.

Titolo: Doppio stradivari
Autore: Antonella Iuliano
Casa editrice: Libro aperto international publishing
Pagine: 146
Prezzo: 12,00€
Data di uscita: marzo 2014



Sinossi: «Trova il violino nero e portamelo. Lascia che lo veda un’ultima volta.»
Il doppio Stradivari suona e le sue note conducono le fila di una storia incredibile.
Larissa è imprigionata nella torre del castello da due anni per un reato che non ha commesso. Lena Reiter, la cameriera di corte e addetta ai pasti della prigioniera, imparerà presto a conoscerla e sarà proprio Larissa a raccontarle tutta la verità sulla sua storia e quella della sua famiglia.
Larissa troverà in Lena un importante conforto, in una piccola orchestra dal suono di un doppio Stradivari che porterà alla luce passato, segreti, passioni e verità.



La mia recensione
★★★★

Per quanto mi riguarda, oramai Antonella Iuliano è diventata una garanzia.

Questo libro, questo racconto, sembra una favola come lo è La bella addormentata nel bosco o Biancaneve.
Una matrigna cattiva, un padre cieco difronte all'evidenza, una figlia - due figlie in questo caso - non viste di buon occhio, una torre, e un oggetto "magico".
Gli ingredienti per una storia "alla Fratelli Grimm" ci sono tutti.
Ma questa non è una favola, sembra ma non lo è.

L'eleganza e la raffinatezza che traspare dalle pagine di questo libro non è per tutti. A tratti potrebbe sembrare banale, ma poi ci si rende conto che ogni frase ed ogni parola sono stati scelti con cura. Parole gentili e raffinate, come se fossero musica o addirittura poesia, scorrono ininterrottamente sotto gli occhi.
I personaggi stessi di questa storia sono dolci e raffinati, a partire dalla cameriera Lena che - nonostante abbia già dei guai per suo conto - non esita difronte ad una persona in difficoltà e fa di tutto per salvarla dal suo crudele destino.
Kata e Larissa, le due sorelle Von Grath, sono come lo yin e lo yang: una bianca ed una nera, una con un carattere facilmente accondiscendente e l'altra colei che non lascia passare alcuna ingiustizia.
Una bianca ed una nera, come i due stradivari che danno il nome al libro.

Se desiderate una piacevole evasione e non volete farvi scoprire a leggere una favola, allora optate per questo libro. E' tutto così rappacificante ed elegante.
Peccato forse un po' per il finale troppo veloce; chissà, magari qualche sotterfugio e qualche colpo di scena avrebbero dato a questa storia un po' più di brio, ma allora non sarebbe più stato un racconto.

1 commento:

  1. Grazie di cuore, cara e fai buon viaggio. Ti auguro tanta fortuna.

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