domenica 21 settembre 2014

Un tè con l'autrice #6: "I Watson" di Jane Austen

Salve lettori! Dopo sette mesi ritorna la rubrica "quasi dimenticata" di Un tè con l'autrice.
Non è proprio che io ed Antonella ci eravamo quasi dimenticate, ma i vari impegni di entrambe ci hanno impedito di leggere un determinato libro per esporvelo poi qui.
Avrete visto infatti che io andavo e venivo da questo blog molto facilmente. Ma adesso siamo di nuovo qui: la stagione è - per noi - delle migliori e quindi siamo cariche di energie!
Per riprendere un po' la mano questo mese vi proponiamo un piccolo classico, che io avevo di recente già recensito ma che comunque inserisco di nuovo volentieri in questa rubrica.

Titolo: I Watson
Titolo originale: The Watsons
Autore: Jane Austen
Casa editrice: Newton Compton Editori
Pagine: 128
Prezzo: 1,90€
Data di uscita: 17 aprile 2014



SinossiLa Austen ha saputo ritrarre magistralmente la borghesia provinciale del Settecento inglese, con la sua ossessione per le buone maniere e la sua visione del matrimonio come aspirazione suprema.
Ne I Watson (iniziato nel 1804, e rimasto incompiuto) questo sfondo assume tinte più cupe.
La famiglia Watson si ritrova nella situazione - ben nota alla scrittrice, che dopo la morte del padre visse un periodo di ristrettezze economiche - di dover mantenere un certo decoro senza averne i mezzi. Trovare un buon partito, allora, sembra l'unica via di salvezza da un destino altrimenti segnato. Ma l'orgogliosa Emma, a differenza delle sorelle, vuole sottrarsi alla contesa per i pochi scapoli abbienti del paese
.



La mia recensione
★★★★
QUESTA RECENSIONE ERA GIA' STATA INSERITA QUI

Un vero peccato che questo romanzo - se vogliamo chiamarlo così - sia rimasto incompiuto.
Le atmosfere ricreate nei libri della Austen mi sono sempre piaciute: sono per me una "realtà" in cui immergermi (anche sono in modo fittizio) quando ho necessità di pensare a qualcosa di bello e raffinato.

In questo romanzo troviamo gli aspetti principali della società che c'era all'epoca in cui visse l'autrice: i salotti inglesi all'ora del tè con le persone raccolte tutte attorno ad un unico tavolino o davanti al camino, intente a parlare o spettegolare dell'uno o l'altro vicino; i giovanotti che fanno visita alle signorine con l'intento di corteggiarle o anche sono per ammirarle più da vicino; i modi cortesi e a volte timidi delle signorine in questione; e per finire i famosi balli atti al diletto degli invitati e - non di meno - al mettere in mostra la ricchezza e nobiltà degli stessi.
Tutti aspetti che, uniti alla capacità della Austen di fare della sottile ironia, rendono un libro - anche se corto - un diletto.

In particolar modo, in questo caso il diletto deriva da Mr Tom Musgrave, un giovanotto altezzoso e pieno di sè che non manca di far apparire gli altri al di sotto di lui. Oltre a questo, è anche un Don Giovanni patentato: sa di piacere alle signorine e per questo le lusinga senza però impegnarsi seriamente.
Ma con Emma Watson l'incanto non avviene: anzi, egli è molto spesso stupito del fatto di non suscitare alcun interesse nella giovane.

Nonostante, come già avevo preannunciato, questo sia uno scritto incompiuto, una breve conclusione ne è stata comunque data dal nipote dell'autrice. Ci viene quindi svelato come questo libro avrebbe potuto terminare. E' un peccato che ciò non sia accaduto: sono convinta che sarebbe stato un buon racconto, soprattutto intriso di ironia e perciò divertente da leggere! Accontentiamoci comunque di quello che abbiamo.


La recensione di Antonella
★★★

Emma Watson è costretta a far ritorno in campagna, in seno alla sua numerosa famiglia, dopo essere stata cresciuta ed educata come una signorina dagli zii. Suo zio è morto e sua zia, che ha ereditato ogni bene del marito, è scappata con un capitano irlandese, lasciando la povera fanciulla senza un penny.

L’incontro del lettore con questa meno nota eroina austeniana avviene alla vigilia di un ballo in una cittadina vicina. La sorella maggiore, Elizabeth, accompagna la giovane dagli Edwards che la ospiteranno per l’occasione e lungo il tragitto in calesse le racconta aneddoti e dicerie sulle persone del posto, con particolare riguardo al tenebroso Tom Musgrave e le parla delle loro sorelle, Penelope e Margaret, entrambe fuori città e per Emma al pari di due estranee. Nessuna di loro è riuscita a sposarsi e il padre, ammalatosi, necessita costantemente dell’aiuto di almeno una di loro, aiuto che ricade quasi esclusivamente su di lei.
Al ballo Emma conosce Mr. Musgrave per il quale prova subito antipatia e gli Osborne, la famiglia più aristocratica del posto, ma soprattutto incontra il precettore di Lord Osborne, Mr Howard, che al contrario, con i suoi modi miti, suscita in lei molta ammirazione.
Tornata a casa è costretta a immergersi nella mediocrità di una vita familiare a cui non è abituata e la cosa si accentua quando la scontrosa Margaret fa ritorno in famiglia.

Questo romanzo purtroppo è incompiuto, ma una nota in fondo all’ultima pagina ci fa conoscere quello che probabilmente sarebbe stato lo sviluppo della trama e il destino di Emma, che da promessa donna indipendente si ritrova a sentirsi un fardello per chi le vive intorno. La Austen avrebbe parlato di questo lavoro alla sorella Cassandra e dai racconti di quest’ultima si ipotizza un lieto fine per la vicenda della protagonista.

Lo stile è molto scorrevole, ma privo di grandi emozioni. Come sempre nelle opere della Austen la prospettiva di contrarre un buon matrimonio per ovviare ai problemi di una fanciulla è il tratto predominante.


Novel Teas - le citazioni su una bustina da tè
Le Novel Teas sono citazioni tratte dal romanzo e "impresse" per l'occasione sopra ad una bustina di tè, un modo "diverso" di trascorrere il tea time, ossia leggendo qualcosa.



Il tè del mese

La scelta di questo mese ricade sull'infuso Twinings Pesca e frutto della passione.
Questo è un infuso che, come il racconto il questione, sembra promettere gran gusto ed emozioni, salvo poi doversi accontentare di una scorrevolezza di stile dal contenuto quasi scialbo, insoddisfacente, proprio come il sapore di questa bevanda. Bad done Twinings!

Cari lettori, questa prima puntata per riprendere il ritmo con la rubrica è terminata! Vi attendiamo il mese prossimo con una nuova lettura, un nuovo libro (o libricino) tutto da scoprire. Restate con noi e mi raccomando, fateci sapere la vostra: avete letto questo racconto? Come l'avete trovato?

3 commenti:

  1. Ciao ti ho taggato perchè ho appena organizzato un giveaway per il compleanno del mio blog. Il link è: http://libreriadiclio.blogspot.it/2014/09/giveaway-per-il-1-anno-del-blog.html

    Grazie :)

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  2. Della Austen ho letto solo 'Orgoglio e Pregiudizio', ed immediatamente è rientrato nella top 20 dei libri che ho amato di più. Ero incuriosita da questo libricino visto mille e mille volte in varie librerie, e credo che finirò col leggerlo prima o poi. L'ironia dell'autrice è il suo marchio di fabbrica, è onnipresente ed è quello che rende il suo lavoro meno e "romantico" ed "utopistico", e molto più realistico, nonostante il finale alla "felici e contenti". Ma... C'è un ma, mi sembra un racconto fine a se stesso, ripetitivo, almeno da quello che ho potuto capire, con temi trattati già e personaggi troppo simili ad altri già trattati da lei. Mi sbaglio? :)

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    1. Si, io sono del parere che le opere della Austen si assomiglino un pò tutte. Questo racconto nello specifico sembra ricalcare tratti biografici dell'autrice stessa quando dovette far fronte a delle difficoltà familiari, almeno secondo quanto ho potuto apprendere. Per chi ama le sue opere penso sia carino da leggere, non è per nulla pesante, però per chi, come me, non l'ama in modo particolare la ridondanza di certi temi si avverte.

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