sabato 27 settembre 2014

Unterwegs #5: la solitudine dei più forti


Buona sera miei cari lettori.
Come da titolo, sapete già in partenza con quale stato d'animo sto scrivendo queste righe.
Ho aspettato circa una settimana prima di trovare il coraggio, e la voglia soprattutto, per scrivere qualcosa di nuovo riguardo alla mia esperienza.
Vorrei dirvi tante cose, perchè difatti in queste ultime due settimane ne sono successe un bel po', ma non so davvero da dove iniziare. Allora comincio col scrivere una frase:
m i  m a n c a  l a  m i a  f a m i g l i a !
E' liberatorio.
La settimana scorsa i miei genitori mi hanno fatto visita e con loro sono arrivati tanti pacchi di cibo italiano e vestiti (in vista dell'inverno). Ma a parte queste cose materiali, hanno portato affetto. E dopo aver passato con loro un paio di giorni, il distacco quando sono ripartiti si è sentito maggiormente. Quando sono partita per la prima volta a maggio, le cose erano diverse: l'entusiasmo della novità ha influito molto nel non farmi perdere lacrime, e poi sapevo che la mia permanenza fuori casa aveva un tempo determinato. Questa volta invece è diverso, il tempo che starò lontano dai miei affetti sarà nettamente maggiore e avrò occasione di ritornare in patria soltanto per le ferie.
Certo voi direte che c'è Skype, ma non è la stessa cosa dell'essere presente ed affrontare assieme la vita e i problemi che si presentano. I miei affetti mi hanno sostenuto e mi hanno portata dove sono adesso, e naturalmente sono più che grata di ciò, ma essendo qui non ho modo di ricambiare.
Forse dovrò soltanto continuare per la mia strada e volare in alto per ricambiare, ma a me non basta.

Poi c'è da dire che - egoisticamente parlando - non ho nessuno con cui parlare la sera quando torno a casa dal lavoro; ed anche se vivo in casa di italiani e mi sarebbe molto facile fare discorsi, proprio non mi va di far sapere i miei "affari" a queste persone.
Ma per fortuna tra un paio di giorni mi trasferisco. Si, avete capito bene! La settimana passata a spulciare ogni sera tra gli annunci di affitti ha dato i suoi frutti e due settimane fa ho trovato un appartamento in condivisione con altre due persone. Preferisco abitare con persone estranee e che parlano un'altra lingua ma che pagano pure loro un affitto e sono sullo stesso piano mio, piuttosto che in casa di italiani dove gli italiani sono i padroni della casa e affittano le proprie stanze libere e fanno usare la propria cucina e il proprio bagno.
Una cosa per me molto importante poi è che il nuovo appartamento è pulito! E qui ho detto tutto.
Unica pecca però è che ho dovuto comprarmi i mobili per la mia stanza: poco male... tanto qui c'è Ikea, e ho pure scoperto che rispetto all'Italia alcune cose costano pure di meno, in media 10€ ma che sommati - se si fa una grossa spesa - sono cifre non da poco.
Segnatevi quindi questo suggerimento:
  • se siete in Germania ed in vena di acquisti per la casa, Ikea (D) fa per voi!
Non so poi come farete a portarvi a casa in Italia tutto quello che di ingombrante comprerete! XD

Passato il dilemma casa-mobili (che sono ancora da installare... ma tanto, mi trasferisco il primo ottobre, che fretta c'è?! -_-) oggi pomeriggio in mancanza di altre cose interessanti ed intellettualmente utili (come per esempio studiare di più il tedesco), ho inaugurato la mia "stagione cinefila": l'autunno è - per me - la stagione di punta delle uscite cinematografiche. Si da il caso poi che qui in Germania sia uscito da poco più di un mese il film Saphirblau e - sempre guarda il caso - uno dei cinema della città ce l'aveva ancora in programma. Beh, hanno ancora in programma dopo 16 settimane anche Maleficent, ma questa è tutta un'altra cosa. Comunque, prima che il film venisse tolto dalla programmazione, oggi sono andata a vederlo.
Lasciatemi dire: è stato un disastro!
Partiamo col dire che il cinema in questione è del tipo i nostri UCI Cinemas, ma lo stesso qui un biglietto costa uno sproposito che manco un 3D da noi costa uguale! E poi, c'è differenza di prezzo tra i posti nella parte alta della sala e nella parte bassa.
Tra le motivazioni per cui scarterei questo cinema ci stanno pure gli spettatori: ma dico io, si è mai visto chi poggia i piedi sulle poltrone davanti anche se sulle poltrone davanti c'è seduta della gente? Di casa l'educazione insomma!! E poi ancora, ragazzine che - non contente del posto che hanno scelto - cambiano sedia ogni mezz'ora con tanto di corsetta su per le scale. Dico io, siete a casa vostra o in un luogo pubblico? Si va al cinema per vedere un film, mica siamo al parco giochi!
Morale della favola, non andrò più a vedere un film il cui possibile range d'età non superi i 16 anni.
Davvero un peccato e una delusione questo cinema, e si che è uno di quelli che trasmette i live del National Theater di Londra. Peccato.
Ah, pure qui hanno i quarti d'ora pubblicitari prima dell'inizio di un film. E io che pensavo di scamparla!

Comunque... con questo mio resoconto vi auguro un buon sabato sera. Perchè è sabato giusto? Io ho perso il conto dei giorni.

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