AVVISO
Dall' 1 Aprile 2017 tutte le collaborazioni con case editrici e autori sono sospese.
Mi riservo di pubblicizzare soltanto i libri che ritengo per mio gusto interessanti.
Qualsiasi altra richiesta non verrà presa in considerazione.

    

domenica 31 agosto 2014

The very inspiring blogger award

Buona domenica lettori (è domenica vero? ho perso il conto dei giorni!).
Da un po' di tempo a questa parte avevo deciso di non partecipare più a queste catene di primi, ma dal momento che alcuni di voi che mi seguono mi hanno - per così dire - nominata, allora chi sono io per non rispondere?
E' per questo che ringrazio Bliss del blog Libri per passione, Michela di Libri e cupcakes e Claudia di Creature di carta per avermi premiata.
Siccome non voglio fare la gnorri, incassare il premio zitta zitta e passare oltre, mi metto ora d'impegno per rispettare le regole e nominare a mia volta altri blog.
Le regole sono le seguenti:
• Ringraziare la persona che ti ha nominato;
• Elencare le regole e visualizzare il premio;
• Condividere 7 fatti su di te;
• Nominare altri 15 blog e lasciare un commento per fargli sapere che sono stati nominati;
• Mostrare il logo del premio sul tuo blog e seguire il/la blogger che ti ha nominato.

Allora, volete sapere 7 cose su di me? Eccovi accontentati:
• Mi sono appena trasferita in Germania per lavoro
• Ho un ragazzo (in Italia, sigh T_T) che adoro e che vorrei sposare! (shhh non diteglielo però XD)
• La mia libreria è organizzata secondo tematiche riconoscibili soltanto da me, e nella "sezione" dei libri classici/vittoriani ho attaccato un biglietto con scritto "Non toccate questi libri!".
• Non ricordo più l'ultima volta che sono andata al cinema, ma - visto che ora sono in terra tedesca, la patria di Kerstin Gier, e si da il caso che sia da poco uscito il secondo capitolo della serie delle gemme... mi sa che andrò a vedere Saphirblau molto presto! Chi mi invidia, eh? Chi? XD

Unterwegs, ossia la mia "blog series" per sfogare i contenti e malcontenti di una ragazza italiana all'estero

Buonasera miei cari lettori.
So - naturalmente - che è sabato sera e che probabilmente molti di voi saranno fuori casa a far bisboccia. Ma può anche essere che alcuni, come me, siano rimasti a casa, e allora quale intrattenimento migliore se non quello che andrò a creare io tra poco?
Può essere che duri soltanto il tempo di uno spazio pubblicitario tra la prima e la seconda parte di un film, oppure che sia più lungo, questo ancora non lo so...
Può essere che dopo un paio di righe vi siete stancati a tal punto di sopportarmi che preferite ritornare al vostro divano per continuare il film, o può essere che quello che scrivo e vi racconto vi abbia appassionato o anche soltanto un minimo colpito e per questo decidete di seguirmi in pianta stabile.
In ogni caso vi ringrazio già da ora per l'attenzione e il supporto che volete darmi (ma quanto sono formale!!).

Dopo una serie di recensioni libresche (diciamocelo, era ora che mi decidessi a scrivere qualche recensione quest'anno... anzi, era ora che mi mettessi a leggere seriamente - dopo tanto!), un qualche post "diverso" ci stava proprio. Per questo ho deciso di dare sfogo ai miei pensieri e sentimenti che si susseguiranno da questi giorni per un tempo indefinito, e di creare ad hoc una "blog series" appunto.
Di blog series sul web ce ne sono tantissime e di svariati tipi, ma questa è la mia blog series e proprio per questo sarà unica: nessuno potrà uguagliare quello che, in futuro, andrò a sperimentare o a provare nel mio essere.
Chi mi segue da un po' sa che sono già stata alcuni mesi in Germania per tentare di accaparrarmi un lavoro. Quello che nessuno sa però è che quel lavoro me lo sono ampiamente accaparrato! (evviva, fuochi d'artificio!). Sulla "faccenda" ho mantenuto il riserbo perchè alla fin fine non sono una persona che si vanta dei proprio successi, ma ad oggi, dopo tutto il supporto e l'amore ricevuto alla mia partenza dalle persone che mi sono più accanto, ho bisogno di dar sfogo al mio "vanto", ho bisogno di dire ai quattro venti le mie avventure e le mie disavventure, non per vantarmi nel vero senso della parola ma più per cercare conforto e - perchè no? - insegnare qualcosa, con le mie esperienze, a chi in futuro magari deciderà di intraprendere un cammino simile al mio.

giovedì 28 agosto 2014

Recensione: "Cercando Alaska" di John Green

Buon pomeriggio cari lettori!
Oggi vi propongo l'ultima recensione rimasta indietro di uno dei libri che ho letto durante le vacanze al mare.

Titolo: Cercando Alaska
Titolo originale: Looking for Alaska
Autore: John Green
Casa editrice: Rizzoli
Pagine: 324
Prezzo: 11,90€
Data di uscita: giugno 2014




Sinossi: Miles Halter, sedici anni, colto e introverso, comincia a frequentare un'esclusiva prep school dell'Alabama. Qui lega subito con Chip, povero e brillantissimo, ammesso alla scuola grazie a una borsa di studio, e con Alaska Young, divertente, sexy, attraente, avventurosa studentessa di cui tutti sono innamorati. Insieme bevono, fumano, stanno svegli la notte e inventano scherzi brillanti e complicati. Ma Miles non ci mette molto a capire che Alaska è infelice, e quando lei muore schiantandosi in auto vuole sapere perché. È stato davvero un incidente? O Alaska ha cercato la morte?





La mia recensione
★★★★★

Il mio primo approccio con uno dei maggiori autori internazionali del momento è avvenuto attraverso questo libro uscito già da un po' di tempo e rispolverato di recente sull'onda del successo di Colpa delle stelle (che badate, io non ho ancora letto!).
Per me è stata una rivelazione, una piacevole rivelazione.
Mi son resa conto che questo autore con parole semplici, con fatti e storie altrettanto semplici e attuali, sa arrivare al cuore delle persone a soprattutto ai giovani.

Questo libro mi rammenta la serie televisiva Greek: non so se voi l'abbiate mai vista o ne avete sentito parlare, ma gli ambienti e gran parte delle vicende sembrano le stesse.

martedì 26 agosto 2014

Recensione: "I Watson" di Jane Austen

Buon pomeriggio lettori! Tra una valigia e l'altra noi (perchè parlo a plurale se sono da sola? Sarà che sto invecchiando... infatti da sabato ho un anno in più. OHMIODIO!) ci ritagliamo anche qualche ora per leggere. Nulla di troppo impegnativo però, giusto per portarci avanti con la pila dei TBR.

Titolo: I Watson
Titolo originale: The Watsons
Autore: Jane Austen
Casa editrice: Newton Compton Editori
Pagine: 128
Prezzo: 1,90€
Data di uscita: 17 aprile 2014



SinossiLa Austen ha saputo ritrarre magistralmente la borghesia provinciale del Settecento inglese, con la sua ossessione per le buone maniere e la sua visione del matrimonio come aspirazione suprema.
Ne I Watson (iniziato nel 1804, e rimasto incompiuto) questo sfondo assume tinte più cupe.
La famiglia Watson si ritrova nella situazione - ben nota alla scrittrice, che dopo la morte del padre visse un periodo di ristrettezze economiche - di dover mantenere un certo decoro senza averne i mezzi. Trovare un buon partito, allora, sembra l'unica via di salvezza da un destino altrimenti segnato. Ma l'orgogliosa Emma, a differenza delle sorelle, vuole sottrarsi alla contesa per i pochi scapoli abbienti del paese
.




La mia recensione
★★★★
QUESTA RECENSIONE SARA' INSERITA NELLA RUBRICA "UN TE' CON L'AUTRICE" DI SETTEMBRE

Un vero peccato che questo romanzo - se vogliamo chiamarlo così - sia rimasto incompiuto.
Le atmosfere ricreate nei libri della Austen mi sono sempre piaciute: sono per me una "realtà" in cui immergermi (anche sono in modo fittizio) quando ho necessità di pensare a qualcosa di bello e raffinato.

In questo romanzo troviamo gli aspetti principali della società che c'era all'epoca in cui visse l'autrice: i salotti inglesi all'ora del tè con le persone raccolte tutte attorno ad un unico tavolino o davanti al camino, intente a parlare o spettegolare dell'uno o l'altro vicino; i giovanotti che fanno visita alle signorine con l'intento di corteggiarle o anche sono per ammirarle più da vicino; i modi cortesi e a volte timidi delle signorine in questione; e per finire i famosi balli atti al diletto degli invitati e - non di meno - al mettere in mostra la ricchezza e nobiltà degli stessi.

venerdì 22 agosto 2014

Recensione: "Il cavaliere d'inverno" di Paullina Simons

Finalmente ci sono riuscita! Well done! Ho letto Il cavaliere d'inverno, il colossal in forma cartacea che tutti hanno letto e che sembrava fossi io l'unica a non averlo fatto.

Titolo: Il cavaliere d'inverno
Titolo originale: The bronze horseman (The bronze horseman #1)
Autore: Paullina Simons
Casa editrice: BUR Rizzoli
Pagine: 697
Prezzo: 10,00€



Sinossi: Leningrado, 1941. In una tranquilla sera d'estate Tatiana e Dasha, sorelle ma soprattutto grandi amiche, si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Molotov annuncia che la Germania ha invaso la Russia. Uscita per fare scorta di cibo, Tatiana incontra Alexander, un giovane ufficiale dell'Armata Rossa che parla russo con un lieve accento. Tra loro scatta suvbito un'attrazione reciproca e irresistibile. Ma è un amore impossibile, che potrebbe distruggerli entrambi. Mentre un implacabile inverno e l'assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo, Tatiana e Alexander trarranno la forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce. Con la speranza di un futuro migliore.




La mia recensione
★★★★½

Era da tanto tempo che non leggevo un libro così ricco e così consistente, un libro che - girata l'ultima pagina - non si è portato via tutte le emozioni e sensazioni provate durante la lettura, ma che anzi mi ha lasciato tanto.
Penso che scrivere libri di un certo spessore al giorno d'oggi sia davvero arduo, rischioso e alquanto difficoltoso. Ma Paullina Simons è riuscita alla perfezione nel suo compito: voleva catturare i lettori con una storia d'altri tempi e c'è riuscita creando due personaggi straordinari come Tatiana e Alexander.

Come recita il retro-copertina della versione di figura, "ci si commuove, ci si arrabbia e poi si applaude" (Elle) non può essere che più vero di così.

mercoledì 20 agosto 2014

Recensione: "Shades of life" di Glinda Izabel

Buon pomeriggio miei cari lettori!
Sono tornata dalla Germania poco più di venti giorni fa, ma sono anche subito ripartita per una vacanza male lunghissima... in Sardegna! Ed è proprio da qui che ora vi sto scrivendo, attendendo l'ora per mettermi in moto di nuovo e tornare a casa (eh si, la vacanza è finita... purtroppo).
In queste due settimane ho letto tanto; oddio, non così tanti libri, ma libri di un certo spessore e anche abbastanza lunghi. Ho lasciata indietro quattro recensioni, e parto quindi ora con la prima. Il libro in questione l'ho terminato durante il viaggio di ritorno dalla Germania, ma tra una valigia e l'altra non sono riuscita più di tanto a mettermi davanti al computer a scrivere.

Titolo: Shades of life
Autore: Glinda Izabel
Casa editrice: Fazi editore
Pagine: 300 (formato ebook)
Data di uscita: maggio 2013

SinossiPensava che la morte fosse la fine — poi l’amore la riportò alla vita.
Juniper Lee, diciottenne con una strana predilezione per i cimiteri, si aggira da sola tra le strade di Savannah, Georgia, assaporando gli ultimi bagliori di vita che pulsano in lei.
Quando un paio di occhi blu la strappano dalla polverosa libreria ormai diventata il suo rifugio, Juniper deve affrontare la verità sul proprio passato e tenere a bada il suo cuore che sembra non poter fare a meno di battere per quel misterioso ragazzo che è piombato sul suo cammino e non sembra volerla lasciare andare.


«Il bellissimo debutto di Glinda Izabel, Shades of Life, è una dolce ossessione. È toccante, misterioso, magico - un'avventura romantica che lascerà per sempre un'impronta sulla vostra anima. Assolutamente consigliato
Rebecca Hamilton, autrice di The Forever Girl.



La mia recensione
★★★

Era da tanto tempo che volevo leggere questo libro ma purtroppo non si era mai presentata l’occasione giusta (o forse il tempo necessario) nonostante io abbia seguito l’autrice – seppur in silenzio – durante le fasi di pubblicazione della sua opera.
Ho sentito e letto tante belle parole circa questo libricino che la curiosità era davvero tanta. Le mie aspettative a riguardo erano quindi alte.
Ma avere tante aspettative a volte è un male. E ora vi spiego perché.