domenica 8 marzo 2015

Recensione: "Il miniaturista" di Jessie Burton

Buona domenica lettori!
E BUONA FESTA DELLA DONNA a tutte voi lettrici che mi seguite!
In questa mattina soleggiata dove tra un po' mi toccherà indossare gli occhiali da sole anche in casa da quanto riflesso c'è, vi regalo la mia recensione al nuovissimo libro di Jessie Burton edito in Italia da Bompiani, ringraziando anticipatamente la casa editrice che me ne ha fornito una copia.

Titolo: Il miniaturista
Titolo originale: The miniaturist
Autore: Jessie Burton
Editore: Bompiani
Pagine: 448
Prezzo: 18,00€
Data di uscita: 26 febbraio 2015

SinossiIn un giorno d’autunno del 1686, la diciottenne Petronella Oortman − Nella-fra-le-nuvole è il soprannome datole da sua mamma – bussa alla porta di una casa nel quartiere più benestante di Amsterdam. È arrivata dalla campagna con il suo pappagallo Peebo, per iniziare una nuova vita come moglie dell’illustre mercante Johannes Brandt. Ma l’accoglienza è tutt’altra da quella che Nella si attendeva: invece del consorte trova la sua indisponente sorella, Marin Brandt; nella camera di Marin, Nella scopre appassionati messaggi nascosti tra le pagine di libri esotici; e anche quando Johannes torna da uno dei suoi viaggi, evita accuratamente di dormire con Nella, e anche solo di sfiorarla. Anzi, quando Nella gli si avvicina, seduttiva, memore dell’insegnamento della mamma (“Il tuo corpo è la chiave, tesoro mio”), lui la respinge. L’unica attenzione che Johannes riserva a Nella è uno strano dono, la miniatura della loro casa e l’invito ad arredarla. Sembra una beffa. Eppure Nella, che si sente ospite in casa propria, non si perde d’animo e si rivolge all’unico miniaturista che trova ad Amsterdam. E proprio il miniaturista sembra custodire i segreti della famiglia Brandt che, inesorabilmente, mentre la casa in miniatura si va completando, si squadernano davanti agli occhi della giovane Nella.


La mia recensione
★★★★★

Da tempo non leggevo un libro che mi tenesse con gli occhi incollati alle parole e che mi coinvolgesse così tanto, un libro che mi desse così tante emozioni anche se contrastanti.

La storia che si nasconde dietro al titolo è un mistero tutto da scoprire e va ben oltre a quello che si potrebbe pensare o dedurre dalla breve sinossi che presenta il libro.
Abbiamo una giovane donna maritata in fretta, Petronella chiamata "Nella": è una ragazza che all'inizio cela le proprie insicurezze dietro una maschera di finta maturità, ma in cuor suo sa che il mondo che d'un tratto le si è parato davanti è a lei sconosciuto e che molte cose sono al di fuori della propria comprensione, per quanto lei voglia dimostrarsi all'altezza. Ma dovrà, nel corso del libro, venire a patti con ciò che la circonda e - stavolta - diventare adulta per forza.
La sua insicurezza e il prendersi carico di cose più grandi di lei sono alcuni degli aspetti che mi hanno fatto più tenerezza riguardo a questo personaggio.
Il marito, Johannes Brandt, è uno dei personaggi che, nonostante sia uno dei cardini su cui si basa il mistero che aleggia per tutto il corso del libro, rimane quasi sempre ai fianchi, nell'ombra. Poche sono le vicende che lo vedono protagonista.
A formare il trio abbiamo anche Marin Brandt, la sorella di Johannes e cognata acquisita di Petronella: dal primo momento in cui fa la sua comparsa, lei è una maschera di fierezza e autocontrollo, una figura che non si può toccare e alla quale si deve sottostare quando impartisce ordini. Entrambi, Johannes e Marin, saranno punti fondamentali circa il mistero che si annida all'interno della casa, e Nella sarà la chiave che districherà il nodo.
Attorno a loro ruotano anche altri personaggi che, per quanto siano secondari, sono legati ai principali da fili e vicende non meno significative.

Il libro è diviso a metà - per quanto mi riguarda - in termini di emozioni.
Nella prima parte era come se stessi guardando un film natalizio d'altri tempi ambientato nei paesi nordici: le descrizioni degli ambienti che fanno da sfondo alle vicende narrate sono descritti, per quanto brevemente, minuziosamente e con una ricchezza di dettagli unica. L'aver posto una grossa quantità di suppellettili, perlopiù dolci e cibarie, mi hanno fatto più di qualche volta venire l'acquolina in bocca.
Ma poi arriva la svolta, e l'alone di zucchero e spezie svanisce lasciano il posto alla tetraggine.
A volte mi son scoperta ad odiare l'autrice per come ha intessuto la trama della sua storia "Non era così che doveva andare! Perchè?" mi ripetevo, ma poi mi convincevo del fatto che ciò che era scritto aveva un senso, che tutto quadrava, nonostante tutto. Non sempre si hanno le cose che si desiderano, dopotutto.

Ciò che ho ampiamente apprezzato di questo libro è il non essere riuscita a dedurne il finale se non leggendolo all'ultima pagina, e questo per me è una delle cose più importanti in termini di qualità e sostanza di un romanzo. Il mistero intessuto dall'autrice è tale e così possente che - nonostante i miei sforzi - rimanevo, ad ogni piccola scoperta, sempre più esterrefatta e sbalordita.

Per me, questo è stato uno dei migliori libri letti da molto tempo: bello, ricco ed emozionante, con quella grossa percentuale di mistero difficile da svelare che ha reso la lettura avvincente e, alla fine, soddisfacente.
Lo consiglio a tutti: vi stupirete della bravura dell'autrice nell'aver intessuto una trama così fitta.

2 commenti: