AVVISO
Dall' 1 Aprile 2017 tutte le collaborazioni con case editrici e autori sono sospese.
Mi riservo di pubblicizzare soltanto i libri che ritengo per mio gusto interessanti.
Qualsiasi altra richiesta non verrà presa in considerazione.

    

mercoledì 29 aprile 2015

Recensione: "Il cuore e la maschera" di Daniela Jannuzzi

Buonasera lettori!
Da due giorni combatto col mal di testa, ma oggi voglio provare a scrivere lo stesso questa recensione che pende già dalle mie dita già da lunedì. Perciò, pochi giri di parole e dritti al sodo ;)

Titolo: Il cuore e la maschera
Autore: Daniela Jannuzzi
Editore: Amazon
Pagine: 404
Prezzo: 1,50€ (ebook)
Data di uscita: novembre 2013



SinossiUna figura misteriosa si muove indisturbata lungo i corridoi bui dell’Opéra: Erik, colui che nessuno vede ma che tutti, in teatro, temono. Il Fantasma sa di essere condannato a una vita senza amore, e anni dopo la partenza dell’adorata Christine, decide di riportare gloria e fama nel Suo teatro ricominciando a comporre opere capaci di incantare chiunque le ascolti.Ma le cose non andranno come Erik le aveva immaginate: l’arrivo di Leah lo farà piombare nuovamente nel tormento e nella disperazione, risvegliando nel suo animo inquieto quei sentimenti che credeva ormai morti.
Nel suggestivo scenario di una Parigi d’inizio Novecento prende forma la travagliata storia d’amore tra il Fantasma dell’Opera e la giovane cameriera, due vite ai margini che possono incontrarsi solo nei meandri oscuri della notte, per condividere le proprie solitudini e per sentirsi, insieme, un po’ meno diversi.



La mia recensione
★★★
Chi mi conosce bene sa che accolgo sempre con un certo entusiasmo tutto quello che riguarda "Il fantasma dell'Opera". E' per quello che quando ho scoperto questo libro l'ho voluto seduta stante avere e leggere per rivivere ancora una volta una delle più belle storie d'amore mai scritte.

Questo romanzo, tutto italiano, è un seguito della storia di Leroux, anche se a me è più parsa una continuazione dell'omonimo musical di Andrew Lloyd Webber.
Il protagonista indiscusso è sempre lui, Erik, il fantasma dal viso deforme che si nasconde nei sotterranei dell'Opera di Parigi.
La lei della situazione in questo caso è una figura tutta nuova: non abbiamo infatti Christine Daaè, bensì Leah, una cameriera che lavora nel teatro e che ha un passato oscuro dal quale sta scappando. Madame Giry passa invece il ruolo ad una insegnante di danza più ferrea, rigida e temibile e anche il personaggio di Meg viene sostituito da qualcuno dalla personalità più semplice ed umile.

Le ambientazioni sono le stesse del romanzo/musical cui questo libro fa da seguito; cambiano soltanto i personaggi che, possiamo dire, appartengono ad una classe sociale diversa rispetto a quella di Christine e del Visconte de Chagny. Erik invece rimane lo stesso: burbero e a tratti malvagio, ma capace anche di amare profondamente.

Uno dei pregi di questo libro è che si legge tutto d'un fiato, non tanto per la bellezza della storia in sè, ma piuttosto per scoprirne la fine, dal momento che il finale ci viene svelato se non proprio nelle ultime pagine. E nonostante sia un finale che tutti i Phan vorrebbero vedere nel musical di Webber, una volta che lo vedi scritto e lo leggi rimani basito e non del tutto convinto. Infatti, nonostante in questo libro si dia un finale da "libro unico senza seguito", devo ammettere mio malgrado che non l'ho apprezzato del tutto.
La nota negativa che scaturisce dalla lettura è il ritrovarsi ad avere e provare sentimenti tutt'altro che benevoli nei confronti di Christine.
A differenza de "Il fantasma di Manhattan" di Forsyth (anch'esso un libro-seguito de "Il fantasma dell'Opera" di Leroux, commissionato però da Webber per crearne un musical) dove Erik è ancora molto innamorato del suo Angelo della Musica e fa di tutto per riaverlo accanto a sè, nella versione italiana il fantasma odia, in qualche modo, la sua musa. Per capirne il motivo però dovrete leggere voi stessi questo libro.

Per terminare posso soltanto dire che, come Phan, non ho apprezzato appieno la storia anche se l'ho trovata molto umile. Chissà, forse sarò una di quelle che continueranno a preferire l'altezzosità di Christine Daaè piuttosto che dare un lieto fine ad Erik. Rimane comunque una piacevole lettura.
Speriamo soltanto di non ritrovarmi a criticare il personaggio di Christine la prossima volta che andrò a vedere il musical di Webber!

5 commenti:

  1. Ti ringrazio per la bella recensione, sono contenta che ti sia piaciuto. In effetti non ho mai amato il personaggio di Christine, da qui la mia scelta di non farne una figura positiva.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Christine è un po' boriosa e pomposa, quindi capisco bene il perchè della tua scelta.

      Elimina
    2. Infatti, inoltre volevo discostarmi dalla continuazione del Phantom già fatta da Webber. Non volevo rischiare di scimmiottare una storia già vista.

      Elimina
  2. io devo ancora leggerlo e ce l'ho ormai da tanto ç_ç sono imperdonabile ma spero di farlo prestissimo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si fa leggere in pochissimo tempo, nonostante sia lungo. I fan del Phantom non possono farselo sfuggire ;)

      Elimina