sabato 18 aprile 2015

Recensione: "Un lungo fatale ultimo addio" di VeloNero

Buonasera lettori!
Come vi avevo promesso ieri sulla pagina facebook del blog, ecco a voi la recensione dell'ultimo libro letto questa settimana.

Titolo: Un lungo fatale ultimo addio
Autore: VeloNero
Editore: Newton Compton
Pagine: 284
Prezzo: 9,90€
Data di uscita: 9 aprile 2015


SinossiLondra 1819. Valéry Campbell sa di mettere a rischio la propria reputazione, quando si reca nella bisca di Lady Venom, ma deve impedire al padre di giocarsi tutto in una mano di carte. Sir Arthur Campbell però ha già barattato la tenuta di famiglia e, con l’acqua alla gola, tenta di vendere anche la figlia a un losco e ricchissimo libertino, Lord Baxton. Questi non è altri che lo zio di Charles, il figlio del duca di Ragland, anche lui ospite della bisca: è proprio in quest’occasione che Valéry lo rincontra, dopo anni, e scopre di provare qualcosa per lui. Naufragato l’estremo tentativo di ripagare i suoi debiti, Sir Arthur, in un accesso di disperazione, si suicida al tavolo da gioco. Da questo momento in poi la vita di Valéry si complica terribilmente. I trascorsi della sua famiglia non le permettono di sposare Charles e al tempo stesso si trova a lottare con tutte le forze per resistere ai tentativi di seduzione di Lord Baxton, al quale non vuole cedere. Lo scontro tra i due è aperto e dichiarato: ma chi è davvero David Baxton? Quel che Valéry pensa di lui corrisponde a verità?



La mia recensione
★★★½
Ho scoperto questo libro per caso, proprio il giorno della sua uscita, e mi sono incuriosita subito: gli elementi che mi interessavano c'erano tutti a partire dall'ambientazione nella Londra vittoriana, cosa a me tanto gradita.
Mi sono bastate soltanto le prime righe della trama per esserne attratta, e la cover ha fatto il resto.

La storia, che - anticipo subito - è auto-conclusiva, inizia subito molto bene, anche se - arrivata a circa un quarto della sua lunghezza - mi sono detta "Mamma mia, ma qua non si fa altro che andare a feste e cene a casa di una e l'altra famiglia!". Mi son chiesta persino se il libro si sarebbe sviluppato sempre e solo durante queste occasioni. Se devo essere sincera un po' questa prima parte mi ha annoiata, ma poi c'è stato quell'elemento di svolta che mi ha catturata e mi ha fatto correre per arrivare sino alla fine e scoprire come si concludeva.

I personaggi sono descritti tutti molto bene ed in modo esaustivo: non viene dato spazio ad una eventuale interpretazione; a tutte le possibili domande o dubbi riguardo ognuno di loro ci vengono ampiamente date risposte molto approfondite. Questo aspetto, infatti, l'ho particolarmente gradito.

Il libro per certi aspetti mi ha ricordato un po' "Ritratto di donna in cremisi" di Simona Ahrnstedt, che a suo tempo mi era piaciuto molto. Anche questo , in effetti, l'ho apprezzato, ma per due motivi, che ora vi spiegherò, non potrò dare un voto pieno:
1. Si fatica ad arrivare alla conclusione: l'ultima parte del penultimo capitolo prima dell'epilogo a mio avviso è troppo lunga e noiosa. Il dialogo tra Valèry e Lord Baxton a volte rasenta la banalità e a tratti è pure ripetitivo. Si potrebbe benissimo riassumere il tutto in una pagina soltanto. Però, come ho già detto, questo fa parte dell'aspetto "esaustivo" del libro.
2. Il titolo. Che diamine di titolo gli hanno dato? Scusate il termine, ma questa volta ci vuole. A mio avviso, non c'entra nulla con la storia e non è neppure lontanamente riferibile a qualcosa che viene narrato all'interno di essa. Non ci sta proprio. No, proprio no.

La cover invece l'ho trovata davvero molto bella, in stile con la storia e il periodo storico in cui si svolge. Non fosse stato comunque per quelle due pecche, il libro sarebbe stato da cinque stelline perchè, devo ammetterlo, la storia mi è piaciuta molto, l'ho trovata scorrevole da leggere e incalzante, con una trama fitta e intrigante. Davvero un peccato, però nel complesso è un buon libro per gli amanti del genere.

1 commento:

  1. Il titolo è una scelta dell'editore e credo si riferisca a un progetto editoriale più ampio che non include solo me e il mio scritto. Il titolo originale era carta bianca, ma era già stato usato da scrittori bel più illustri: non si poteva usare. Credo si siano volute creare aspettative per incollare il lettore, l'esito può essere apprezzabile o non apprezzato, in ogni caso è spiazzante: fa parlare di sè, penso sia questo lo scopo che ci si era prefissi.
    Il libro segue i canoni del regency classico, che svolge spesso le sue trame all'interno dei salotti. Per quanto riguarda le spiegazioni finali, concordo, sono prolisse ma dovevo dire due cose che avevo omesso e ho dovuto creare un impianto un po' troppo articolato per riuscire ad includerle.
    Allego un link, se vorrai pubblicaro: è la videotrama che regala un po' di attinenza al titolo.
    Ti ringrazio, Elisa, per la bella recensione, mi è piaciuta molto, VeloNero.

    https://www.youtube.com/watch?v=fd-Opjmg

    RispondiElimina