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Mi riservo di pubblicizzare soltanto i libri che ritengo per mio gusto interessanti.
Qualsiasi altra richiesta non verrà presa in considerazione.

    

mercoledì 25 febbraio 2015

Recensione: "Una lacrima color turchese" di Mauro Corona

Buonasera lettori.
Non mi perdo molto in chiacchiere oggi, e vado dritta al sodo presentandovi direttamente il nuovo libro di Mauro Corona, letto d'un fiato e trovato geniale, palese e... da leggere!

Titolo: Una lacrima color turchese
Autore: Mauro Corona
Editore: Mondadori
Pagine: 96
Prezzo: 12,00€
Data di uscita: 4 novembre 2014


Sinossi: Il giorno di Natale, in uno sperduto paesino di montagna sommerso come ogni anno da una fitta coltre di neve, accade un fatto sconvolgente: mentre la gente si dispone a mettere da parte i rancori, cercando di essere più buona almeno per le festività, le statuine di Gesù Bambino scompaiono misteriosamente da tutti i presepi. Le prime ad accorgersene sono tre madri di famiglia che, indignate, accusano i figli del furto. Quando però si sparge la voce che l'inquietante fatto non ha colpito solo quel borgo ma addirittura il mondo intero, la rabbia cede il posto al panico. Cosa può nascondersi dietro a un evento così assurdo e angosciante? L'umanità ha disperatamente bisogno di risposte. Teologi e satanisti, esperti e millantatori si lanciano in teorie e ipotesi. Non si arrendono di fronte a nulla, l'importante è individuare un colpevole. Ma la ricerca sembra essere destinata a non avere fine. Eppure basterebbe sottrarsi alla frenesia e riflettere per un momento in silenzio per rendersi conto che quel mistero ci coinvolge tutti. Se solo avessimo il coraggio di guardare dentro ai nostri cuori e interrogare le nostre coscienze...



La mia recensione
★★★★★

Ammetto di non aver mai letto nulla di questo scrittore italiano e che son rimasta incantata dal blu della copertina, ma ho voluto leggere questo libro soltanto dopo averne la trama. E la mia scelta alla fine si è rivelata "rivelatoria".

Non so come siano gli altri suoi libri e quale sia il suo stile, mi baserò quindi soltanto su quello che ho letto in questo libro che è - per così dire - una metafora, ma una metafora non tanto difficile da capire, anzi. In questa manciata di pagine lui ha parole per tutti, persino per lui stesso.

Inventandosi questa fiaba natalizia un pò nera e triste, Corona esprime ed esplicita quali sono i mali che affliggono il mondo attuale, che altri non sono che l'uomo stesso: i dicentesi credenti e puristi che si nascondono dietro una maschera di finta generosità e finto perbenismo; quelli che vanno (come lui stesso scrive) in chiesa ogni domenica decantandosi primi fedeli ma che poi non conoscono la parola perdono.

domenica 15 febbraio 2015

Cinema #17: Recensione di "Cinquanta sfumature di grigio"

Buonasera lettori e amanti del cinema.
Ahimè, sono caduta nella trappola del film del momento di cui - purtroppo - si sta tanto parlando da mesi ormai.
Ve ne parlo nella mia recensione.

CINQUANTA SFUMATURE DI GRIGIO


Regia: Sam Taylor-Johnson
Anno: 2015
Distribuzione: Universal
Paese: USA
Cast: Jamie Dornan, Dakota Johnson, Luke Grimes, Marcia Gay Harden


CINQUANTA SFUMATURE DI PATETICITA'.
Si potrebbe riassumere semplicemente così l'adattamento all'omonimo romanzo "bestseller" (come ha fatto a diventarlo?) di E.L. James.
Devo ammettere, mio malgrado, che faccio parte di quella grossa percentuale di persone del mondo che hanno letto la trilogia, e che in questo periodo si son pure viste il film.
Ma a mia difesa posso dire che la visione del film oggi è stata puramente per uno scopo critico.

Partiamo dagli attori: peggio assortimento di questi non c'era. Zero feeling, zero emozioni, zero scintille. Lei un'ingenua che nella zona dove abito io chiamerebbero "polentona"; lui "dominatore" dei miei stivali.
L'atto tanto decantato nel libro di lei che si morde continuamente il labbro, nel film è più finto di un zircone.

venerdì 13 febbraio 2015

Recensione: "Il mio nome è Italia - Un'ode alla nazione o almeno a quello che ne resta" di Sara Straseggio

Buongiorno lettori.
Fasnacht, ossia: oggi inizia il mio weekend lungo di pacchia e dolce far niente (in realtà, alla fine studierò). Nel mentre, mi leggo qualche libro e recensisco per voi - nella mia ignoranza e non predilezione riguardo al genere - un libricino di poesie.

Titolo: Il mio nome è Italia - Un'ode alla nazione o almeno a quello che ne resta
Autore: Sara Straseggio
Editore: Amazon
Pagine: 88
Prezzo: 10,19€



Sinossi: La POESIA è una tra le più rinomate Arti Italiane. La storia di questa giovane Nazione è lastricata di poeti, ed essa basa le sue radici sui sogni che questi maestri artisti seppero creare. Quest’opera vuole essere un'espressione di quell'arte, vista attraverso gli occhi della verità. È una visione scevra dai pregiudizi o dalle critiche di parte, ma reale nei sentimenti che esprime. Descrive ciò che l’autrice vede, ciò che ha provato a crescere in questa bella e travagliata Nazione. Questi testi vogliono ispirare le generazione future a migliorare e a migliorarsi.Vuole esprimere le gioie e le paure, l'amicizia e l'incertezza, la compassione e la rabbia, tutto quello che si unisce nell'anima di ognuno di noi e che ci fa gridare a gran voce: Siamo Italiani!


La mia recensione
★★★

Premetto che la poesia non è il mio genere. Sin dalle scuole medie ho avuto una repulsione a qualsiasi tipo di verso e di rima, un po' per il fatto che si veniva obbligati a imparare a memoria intere poesie, un po' perchè la loro lettura non era - quel che si dice - una passeggiata.
Mi limiterò perciò a dare un giudizio, circa questo libro, prettamente "da lettore" e non da "addetto ai lavori".

Nelle primissime pagine troviamo l'immancabile presentazione che introduce l'opera: a volte la si legge, a volte no. Lunghe pagine discorsive che vanno a introdurre tutto quello che verrà esposto in seguito. Fortunatamente in questo caso veniamo risparmiati con una breve premessa in cui vengono decantate le abilità e le intenzioni dell'autrice, premessa che però - per la scelta delle parole e il modo in cui sono state composte - non invogliano certo il lettore a proseguire. Termini aulici e pesanti che ti fanno pensare "Uh, che fatica!".

Il libro, poi, si presenta come una raccolta di poesie e fotografie: una poesia ed una foto ogni pagina, l'una che fa da sfondo all'altra.

martedì 10 febbraio 2015

Recensione: "Il richiamo del cuculo" di Robert Galbraith

Buonasera lettori.
A voi la recensione di un libro che ho letto - un po' in ritardo - per la reading challange "Amazing Authors" di Reading is believing. Meglio tardi che mai... Ma capirete da soli leggendo il mio punto di vista, perchè ho impiegato tanto tempo per terminarlo.

Titolo: Il richiamo del cuculo
Titolo originale: The cuckoo's calling (Cormoran Strike #1)
Autore: Robert Galbraith
Editore: Salani
Pagine: 547



SinossiLondra. È notte fonda quando Lula Landry, leggendaria e capricciosa top model, precipita dal balcone del suo lussuoso attico a Mayfair sul marciapiede innevato. La polizia archivia il caso come suicidio, ma il fratello della modella non può crederci. Decide di affidarsi a un investigatore privato e un caso del destino lo conduce all’ufficio di Cormoran Strike.Veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba, Strike riesce a malapena a guadagnarsi da vivere come detective. Per lui, scaricato dalla fidanzata e senza più un tetto, questo nuovo caso significa sopravvivenza, qualche debito in meno, la mente occupata. Ci si butta a capofitto, ma indizio dopo indizio, la verità si svela a caro prezzo in tutta la sua terribile portata e lo trascina sempre più a fondo nel mondo scintillante e spietato della vittima, sempre più vicino al pericolo che l’ha schiacciata...


La mia recensione
★★

Appena terminata la lettura di questo libro, ne scrivo subito a caldo la recensione in modo da non perdermi dettagli importanti a riguardo.

Era da molto che volevo prendere in mano la nuova serie della Rowling e di leggere - per quel che pensavo - un libro serio e con "i cosiddetti" ma arrivata ad un terzo della sua mole, mi duole ammetterlo, già non ce la facevo più.
Più di 500 pagine non sono un'esagerazione per un libro, ma a me in questo caso sono risultate tante. Davvero tante.