mercoledì 25 marzo 2015

Recensione: "Mancarsi" di Diego De Silva

Buonasera lettori!
Prima di andarmi a rintanare sotto le coperte vi lascio la recensione di questo libro letto in questi giorni. Fatemi sapere la vostra, ci conto!

Titolo: Mancarsi
Autore: Diego De Silva
Editore: Einaudi
Pagine: 104
Prezzo: 10,00€
Data di uscita: 2 gennaio 2013


Sinossi: Irene vuole essere felice, e quando il suo matrimonio inizia a zoppicare se ne va. Nicola è solo, confusamente addolorato dalla morte di una donna che aveva smesso di amare da tempo. Anche lui, come Irene, è mosso da un'assoluta urgenza di felicità. Anche lui vuole un amore e sa esattamente come vuole che sia fatto.Sarebbero destinati a una grande storia, se solo s'incontrassero una volta nel bistrot che frequentano entrambi. Ma il caso vuole che ogni volta che Nicola arriva, Irene sia appena andata via.
Se le vite di Nicola e Irene non s'incontrano fino alla fine, le loro teste invece s'incontrano furiosamente nelle pagine di questo libro: i pensieri, le derive, il sentire - quell'impasto inconfondibile di toni alti e bassi, riflessivi e comici - si richiamano di continuo, sono ponti gettati verso il nulla o verso l'altro. Forse, verso l'attimo imprevisto in cui la felicità finalmente abbocca: perché se lo lasci passare, quell'attimo, te ne vai con la curiosa ma lucida impressione d'esserti appena giocato la vita
.


La mia recensione
★★
Da tempo volevo leggere questo libro mossa dalla curiosità e dalla fascinazione che ne è derivata leggendo la trama, ma purtroppo in questo caso sono stata tratta in inganno e sinceramente, poi, non l'ho neppure capito questo libro.

Esso, a mio avviso, è una raccolta di luoghi comuni riassunti in breve in poche pagine:
abbiamo una donna che si stanca tutto d'un tratto del marito, non si sa bene per quale motivo.
Abbiamo un uomo succube e sottomesso alle decisioni della moglie che non riesce a lasciare ma che per fortuna due pagine dopo muore e lui si ritrova libero di cercare di nuovo la felicità senza sentirsi in colpa. Abbiamo sempre la prima donna che accetta un appuntamento da un collega anche se non le interessa sperando soltanto in un "dopo-cena".

domenica 22 marzo 2015

Recensione: "Il passato di Amber House" di Kelly Moore

Ri-buona domenica a tutti.
La scorsa settimana vi avevo lasciato la recensione de "I segreti di Amber House" di Kelly Moore, primo libro della trilogia Amber House. Il libro mi era piaciuto nonostante la nota "libro per ragazzi" che si portava dietro. E siccome a me non piacciono le storie lasciate a metà, mi son subito fiondata sul secondo libro della serie. Ecco a voi la recensione:

Titolo: Il passato di Amber House
Titolo originale: Neverwas (Amber House trilogy #2)
Autore: Kelly Moore
Editore: Feltrinelli
Pagine: 336
Prezzo: 15,00€
Data di uscita: 28 gennaio 2015

Sinossi: "Avevo sedici anni la seconda volta che diedi il mio primo bacio." Nel seguito dei Segreti di Amber House, Sarah si trasferisce nella tenuta di famiglia a sedici anni, dopo la morte della nonna. Questa volta sono con lei i genitori (che non si sono mai separati), il fratellino Sam e la zia Maggie. Purtroppo però il resto del mondo è in una situazione disastrosa: gli Stati americani non si sono mai uniti, la confederazione con la sua società razzista e arretrata si è consolidata, i nazisti hanno vinto la guerra, hanno conquistato gran parte del mondo e ora mirano al continente americano. Con l'aiuto dell'amico Jackson, di Maggie e di Sam, Sarah ricorda il suo passato "alternativo", comprende che il mondo ha preso una piega sbagliata e si sforza di investigare per capire che cosa è andato storto. Infine scopre che "liberando" Sam e Maggie dalla prigionia dell'antenata Deirdre aveva anche permesso l'omicidio di George Washington da parte del perfido Capitano, odiato marito di Deirdre. Per impedirlo, Sarah e Jackson devono impadronirsi di una moneta antica esposta al Metropolitan Museum di New York, mettendo a repentaglio le loro vite.


La mia recensione
★★★★★
Senza tanti preamboli, questo secondo libro mi è piaciuto molto di più del primo.

Alla fine del primo volume della serie Sarah, riportando indietro il suo fratellino e la zia Maggie dal mondo dentro lo specchio, ha cambiato il passato e quindi molti degli avvenimenti futuri.
Il mondo della Sarah di adesso è un mondo razzista, un mondo dove i nazisti non sono stati sconfitti e dove la guerra è imminente.
Tutte le persone accanto a lei non ricordano il mondo che era stato prima; soltanto lei può ricordare, e grazie a Jackson, il suo amico d'infanzia, può scoprire cosa è successo e risistemare le cose.

La Sarah di questo secondo libro all'inizio è molto insicura a differenza di Sarah I (come la chiama lei) del mondo precedente che non esiste più: ha pausa ad attraversare corridoi dove le porte che si affacciano su di esso sono aperte; non vuole che la casa le si mostri con il suo passato e ha paura di scoprire cose dolorose che vi sono successe. Non vuol sentire ragioni su "un passato da cambiare per avere un futuro migliore". Insomma, all'inizio mi è sembrata una pappamolle.

Unterwegs #10: scordarsi come si chiamano certe cose in italiano!


Buona domenica mattinieri!
Era da un bel po' che non scrivevo qualcosa di "tedesco", diciamo da più di tre mesi.
In questi tre mesi sono sempre stata in forse circa il continuare o meno a raccontarvi la mia esperienza, ma alla fine ho rinunciato a rimuginarci sopra e quindi sono ritornata alla tastiera.

Dall'inizio del nuovo anno sono successe diverse cose (come del resto si doveva immaginare! XD) che mi hanno resa orgogliosa di me stessa e che hanno fatto "ingrassare" (metaforicamente) la mia famiglia.
Ma prima di passare a ciò volevo rendervi partecipi di un mio sconforto: non so più come si dicono certe cose in italiano, soprattutto termini che uso spesso in ambito lavorativo! Quando racconto ai miei genitori per esempio cosa faccio nel mio lavoro, mi vien spesso da dire "Oddio, non mi ricordo più la parola in italiano!", oppure "Non so come si dice in italiano!". Capita, quando si è costretti a parlare 24 ore su 24 una lingua diversa dalla tua e ad imparare termini nuovi e quindi associare quel termine ad una determinata cose e quindi scordarsi come la si chiamava in italiano.

domenica 15 marzo 2015

Recensione: "I segreti di Amber House" di Kelly Moore

Buonasera lettori.
Oramai la domenica è diventato il "giorno delle recensioni". Sono riuscita a trovare un ritmo pressoché accettabile che mi consente di leggere almeno un libro alla settimana, dati i miei orari di lavoro che dal lunedì al venerdì sono davvero sfiancanti.
Spero che le ferie pasquali arrivino presto per aver più tempo! Altre due settimane ancora, forza!
Nel frattempo, vi lascio con la recensione del libro letto questa settimana.

Titolo: I segreti di Amber House
Titolo originale: Amber House (Amber House trilogy #1)
Autore: Kelly Moore
Editore: Feltrinelli
Pagine: 365
Prezzo: 15,00€



SinossiQuando Sarah, suo fratello e la loro algida madre si stabiliscono ad Amber House, la ragazza rimane ammaliata dal fascinoso Richard, che la introduce in un mondo di ricchezze e privilegi, ma è anche attratta dall'enigmatico Jackson, che la coinvolge in un'eccitante caccia ai diamanti scomparsi. Sarah scopre di riuscire a "vedere" la storia della casa e delle persone che vi hanno abitato: vede sua madre da ragazza, incredibilmente affettuosa e felice, o il crudele capitano di mare che perse il tesoro tanti anni prima. E ricomponendo piano piano tutti i pezzi del mosaico, scopre che Amber House nasconde molti segreti, antichissimi crimini e più recenti tradimenti. Dove sono nascosti i diamanti? Chi è responsabile dell'infelicità di sua madre? E quale tragedia riecheggia ancora nelle stanze della casa? Sarah ha bisogno di risposte, in fretta. Perché le sue visioni minacciano la persona che ama di più e lei deve districare la ragnatela del passato, prima che sia troppo tardi.




La mia recensione
★★★★
Avevo sentito parlare molto bene di questo libro tanto da desiderare ardentemente di averlo nella mia libreria e di scoprire di cosa si trattava.
Alla fine mi son costretta a comprarlo e a leggerlo, ma purtroppo, per una sua parte, sono stata un po' delusa.

La storia inizia abbastanza bene, scorrevole e senza troppa fatica, forse un po' banale ma accettabile.
La protagonista sin da subito però mi ha reso insofferente: essendo nel pieno dell'adolescenza, alcune frasi e pensieri che l'autrice ha voluto attribuirgli mi sono sembrati un po' troppo "fuori luogo". Della serie: sto crescendo e pretendo già di essere navigata.
Poi arriva Richard Hathaway e la parte melensa del libro arriva al culmine, di una banalità insopportabile e oltretutto anche prevedibile.
La parte della regata è stata il momento che più di tutti non ho sopportato, e in cui mi sono scoperta a pensare "Ma manco i cronisti alle regate di Luna Rossa son così dettagliati!". Si denota ampiamente che l'autrice ha fatto le dovute ricerche in merito, soprattutto in termini di terminologia tecnica, che però, in un libro catalogato come "per ragazzi", suona un po' troppo pretenzioso.

domenica 8 marzo 2015

Recensione: "Il miniaturista" di Jessie Burton

Buona domenica lettori!
E BUONA FESTA DELLA DONNA a tutte voi lettrici che mi seguite!
In questa mattina soleggiata dove tra un po' mi toccherà indossare gli occhiali da sole anche in casa da quanto riflesso c'è, vi regalo la mia recensione al nuovissimo libro di Jessie Burton edito in Italia da Bompiani, ringraziando anticipatamente la casa editrice che me ne ha fornito una copia.

Titolo: Il miniaturista
Titolo originale: The miniaturist
Autore: Jessie Burton
Editore: Bompiani
Pagine: 448
Prezzo: 18,00€
Data di uscita: 26 febbraio 2015

SinossiIn un giorno d’autunno del 1686, la diciottenne Petronella Oortman − Nella-fra-le-nuvole è il soprannome datole da sua mamma – bussa alla porta di una casa nel quartiere più benestante di Amsterdam. È arrivata dalla campagna con il suo pappagallo Peebo, per iniziare una nuova vita come moglie dell’illustre mercante Johannes Brandt. Ma l’accoglienza è tutt’altra da quella che Nella si attendeva: invece del consorte trova la sua indisponente sorella, Marin Brandt; nella camera di Marin, Nella scopre appassionati messaggi nascosti tra le pagine di libri esotici; e anche quando Johannes torna da uno dei suoi viaggi, evita accuratamente di dormire con Nella, e anche solo di sfiorarla. Anzi, quando Nella gli si avvicina, seduttiva, memore dell’insegnamento della mamma (“Il tuo corpo è la chiave, tesoro mio”), lui la respinge. L’unica attenzione che Johannes riserva a Nella è uno strano dono, la miniatura della loro casa e l’invito ad arredarla. Sembra una beffa. Eppure Nella, che si sente ospite in casa propria, non si perde d’animo e si rivolge all’unico miniaturista che trova ad Amsterdam. E proprio il miniaturista sembra custodire i segreti della famiglia Brandt che, inesorabilmente, mentre la casa in miniatura si va completando, si squadernano davanti agli occhi della giovane Nella.


La mia recensione
★★★★★

Da tempo non leggevo un libro che mi tenesse con gli occhi incollati alle parole e che mi coinvolgesse così tanto, un libro che mi desse così tante emozioni anche se contrastanti.

La storia che si nasconde dietro al titolo è un mistero tutto da scoprire e va ben oltre a quello che si potrebbe pensare o dedurre dalla breve sinossi che presenta il libro.
Abbiamo una giovane donna maritata in fretta, Petronella chiamata "Nella": è una ragazza che all'inizio cela le proprie insicurezze dietro una maschera di finta maturità, ma in cuor suo sa che il mondo che d'un tratto le si è parato davanti è a lei sconosciuto e che molte cose sono al di fuori della propria comprensione, per quanto lei voglia dimostrarsi all'altezza. Ma dovrà, nel corso del libro, venire a patti con ciò che la circonda e - stavolta - diventare adulta per forza.
La sua insicurezza e il prendersi carico di cose più grandi di lei sono alcuni degli aspetti che mi hanno fatto più tenerezza riguardo a questo personaggio.

lunedì 2 marzo 2015

Recensione: "La fabbrica delle meraviglie" di Sharon Cameron

Buon pomeriggio e buon inizio di settimana lettori!
Ieri sera (o meglio dovrei dire stanotte) ho terminato il libro "La fabbrica delle meraviglie" e perciò vi lascio subito con la mia recensione.
Solo una cosa mi preme di dire: spero traducano assolutissimamente e quanto prima anche il seguito!

Titolo: La fabbrica delle meraviglie
Titolo originale: The dark unwinding (The dark unwinding #1)
Autore: Sharon Cameron
Editore: Mondadori
Pagine: 308
Prezzo: 17,00€
Data di uscita: 27 gennaio 2015



Sinossi: Quando si diffonde il sospetto che lo zio stia dilapidando il patrimonio di famiglia, la diciassettenne Katherine viene mandata a controllare la situazione: si aspetta di incontrare un uomo sull'orlo della follia, ma scopre che lo zio George è invece un geniale inventore dalle abitudini eccentriche, che sostenta una vivace comunità di persone straordinarie come lui, salvate dagli insalubri bassifondi di Londra. Tutto si complica quando Katherine inizia a nutrire dei sentimenti per Lace, il giovane e affascinante apprendista dello zio, E questo è solo l'inizio: tra spie e sotterfugi, imboscate e tranelli, un pericolo insidioso cova nell'ombra; Katherine scopre che la rovina non incombe soltanto sul futuro del suo patrimonio, ma sul destino di tutta l'Inghilterra, in guerra contro la Francia. La lotta per sventare la catastrofe è appena cominciata.



La mia recensione
★★★★½

Londra, 1800, gothic-steampunk: tutta roba che fa per me.
E' per quello che da quando ho letto la trama di questo libro ne sono stata attratta come una calamita.

Il libro tratta di un'eredità contesa: Katharine Tulman viene mandata a Stranwyne dalla zia acquisita Alice a far dichiarare lo zio Tully incapace di intendere, al fine di ottenere l'eredità derivante dalla tenuta. Ma quando lei si stabilisce nella villa, inizialmente controvoglia, iniziano ad accadere avvenimenti inspiegabili e misteriosi. Ben presto però si scopre che quello che appare in realtà non è ciò che sembra.

All'inizio, devo ammettere, son stata un pochino delusa da ciò che leggevo: il ritmo della storia non era incalzante come avevo sperato, e in alcuni punti mi perdevo. Insomma, certi passaggi non erano abbastanza chiari soprattutto quando veniva data voce allo zio Tully e subito di seguito si trovavano i pensieri di Katharine.