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martedì 5 gennaio 2016

Recensione: "La memoria dell'acqua" di Emmi Itäranta

Titolo: La memoria dell'acqua
Titolo originale: Memory of water
Autore: Emmi Itäranta
Editore: Frassinelli
Pagine: 281
Prezzo: 16,00€
Uscita: 26 maggio 2015



Sinossi: Noria è nata in una famiglia di maestri del tè e sa che è giunto il momento di apprenderne i riti e le tradizioni. Sa anche che nel mondo in cui l’umanità è costretta a vivere – un futuro non lontano, in cui la terra non è che un arido paesaggio bruciato dal sole, desolato e arso – il segreto che la sua famiglia custodisce è ancora più importante. Perché solo i maestri del tè conoscono l’ubicazione di sorgenti segrete dell’ormai ridottissima e sempre più preziosa risorsa, l’acqua. Sorgenti sconosciute perfino al regime del Nuovo Qian, che domina l’Unione Scandinava e ne amministra con la violenza e il pugno di ferro le poche ricchezze rimaste. Ma i segreti, specie in un mondo disperato, non restano tali a lungo. E Noria, dopo la morte del padre, si troverà costretta a scegliere se conservare quel segreto, o tradire la sua famiglia per il bene comune, e perdere tutto ciò che le generazioni passate le hanno trasmesso.


La mia recensione
★★★★½
Piacevolissima scoperta questo libro d'esordio della scrittrice finlandese.
Sono stata attratta sin dall'inizio da questo libro, soprattutto per il fatto che il tè è uno degli elementi della storia. Dapprima però pensavo che quest ultimo ne fosse pressochè il protagonista, ma poi ho scoperto che è l'acqua la vera protagonista del romanzo.

Ambientato un prossimo futuro, il libro racconta le vicende di una famiglia di maestri di tè e custodi di una sorgente d'acqua in un mondo dove l'acqua è un bene preziosissimo e raro.
Tutte le famiglie, infatti, sono costrette a bere acqua di mare desalinizzata e razionata o - alla peggio - doverla comprare a prezzi esorbitanti al mercato nero.
La famiglia di Noria, invece, ha il privilegio di usufruire di una sorgente di acqua purissima; privilegio che deriva dall'appartenere al ramo dei maestri di tè.
Questo privilegio è però anche un segreto che si è tramandato di generazione in generazione, segreto che dovrebbe rimanere tale a meno di non voler incorrere in sanzioni o conseguenze peggiori.
I trasgressori che usufruiscono di altra acqua oltre a quella consentita giornalmente dalle autorità, saranno infatti presi in arresto.

Questo libro, scritto con uno stile limpido e fresco, racconta la versione di Itäranta di un mondo ipotetico che ci potremmo ritrovare se l'acqua potabile si esaurisse.
Un mondo distopico che ci palesa una realtà non tanto fittizia, dove i potenti fanno leva sulla popolazione dei più deboli per accrescere il proprio potere. Ma il potere più grande è la conoscenza: l'essere messi a parte di fatti appartenenti al passato, resi segreti e nascosti per salvaguardarsi e in attesa di qualcuno di degno, sono un peso che grava su chi ne è a conoscenza; ma questo peso è anche un potere che ti porta a fare cose che prima - per paura delle conseguenze - non si pensava di essere in grado di fare.

Una lettura veloce e coinvolgente, ma allo stesso tempo semplice e tranquilla che ti lascia un senso di pace. Leggere delle cerimonie del tè descritte è come esserne partecipanti a tutti gli effetti: si sente l'aroma del tè e si percepisce il gusto dei dolcetti di accompagnamento.

Consiglio questo libro agli amanti - come me - del tè e a chi apprezza il genere distopico. Nonostante questo libro appartenga a tutti gli effetti a questo genere letterario, leggendo la storia il tema della distopia rimane per lo più ai margini lasciando pieno spazio all'acqua e alla sua importanza.

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