sabato 20 febbraio 2016

Recensione: "Riverside" di Bianca Rita Cataldi

Titolo: Riverside (Riverside #1)
Autore: Bianca Rita Cataldi
Editore: Self Publishing
Pagine: 127
Prezzo: 10,40€, 1,99€ (e-book)




SinossiRiverside, Regno Unito. Le quattro e mezzo di un pomeriggio qualunque. Una scuola abbandonata e cadente alla fine di Silverbell Street. Come la venticinquenne Amabel scoprirà presto, non si tratta di un edificio qualunque: al suo interno, i banchi sono ancora al loro posto e si respira, nell’aria, polvere di gesso. Tutti gli orologi, da quello al di sopra del portone d’ingresso sino al pendolo del salone, sono fermi alle nove e diciannove di chissà quale giorno di chissà quale anno. Cosa è accaduto nella vecchia scuola? Quale evento è stato così sconvolgente da fermare il tempo all’interno di quelle mura? E soprattutto, chi è quel ragazzo in divisa scolastica che si presenta agli occhi di Amabel affermando di frequentare la scuola, benché quest’ultima non sia più in funzione da anni? Tra passato e presente, Bianca Rita Cataldi ci guida in un mondo in cui gli eventi possono modificare lo scorrere del tempo, dimostrandoci che ognuno di noi ha un proprio universo parallelo col quale, un giorno o l’altro, dovrà scendere a patti.


Recensione
★★
Regno Unito e note di mistero con un tocco di vintage sono sempre una buona premessa per me. E' per questo motivo che ho iniziato a leggere Riverside di Bianca Cataldi, ma dopo un paio di pagine ho avuto come l'impressione che qualcosa mancasse, o che - al contrario - ci fosse qualcosa di troppo.

La protagonista Amabel, una ragazza venticinquenne come tante laureata in economia (questo fatto viene svariate volte ripetuto all'interno del libro, come a marcare un'importanza anche se a mio avviso non è rilevante), viene inspiegabilmente sbalzata al di fuori del suo mondo per atterrarne in un altro completamente identico nei luoghi e nei tempi ma totalmente diverso circa le persone che si ritrova attorno.
Come abbia fatto, e quale sia stato l'elemento scatenante affinché si verificasse questo viaggio inter-dimensionale (o come vogliamo chiamarlo) non ci è dato a sapere... almeno in questo primo volume. Ed è proprio codesto uno degli elementi che rendono tutto il libro traballante.
Altro aspetto, a mio avviso quasi inverosimile, è il come la suddetta protagonista si sia calata all'incirca alla perfezione nel ruolo che le è capitato nel nuovo mondo: un personaggio credibile si sarebbe prima di tutto posto svariate domande sul come e perchè si trovi lì. In questo caso, invece, Amabel si butta totalmente, oserei dire, a capofitto nella sua nuova vita, crogiolandosi in essa e traendoci pure gusto.
Lacrimevole poi la relazione, qui soltanto accennata e lasciata all'immaginazione, tra la stessa protagonista e il principale personaggio maschile. Non so e non oso immaginare quale piega possa prendere questa avventura nei prossimi capitoli, ma se è come me la immagino allora prevedo non poche critiche a riguardo.

Per quanto riguarda le ambientazioni, ci troviamo nel Regno Unito in una cittadina di nome Riverside (da cui il titolo). Ci si sarebbero aspettati molti elementi british a conferma e per dare solidità al romanzo stesso, invece vengono citati Vasco Rossi, Battisti, Calvino e Pessoa. Per carità, nulla su cui ci sia da criticare circa questi colossi della letteratura italiana, ma - lasciatemi dire - questo è tutto un miscuglio che, per come la vedo io, vuol far trapelare una possibile predilezione dell'autrice per il paese oltre Manica senza però rinnegare le proprie origini italiane. Un miscuglio, purtroppo, inattendibile.

La trama di per sè è molto intrigante ed interessante: questo primo capitolo termina addirittura proprio nel momento in cui le vicende si stavano facendo interessanti. Ma ci sono però alcuni, troppi forse, elementi che sembrano a primo impatto essere rilevanti ai fini della storia ma che poi alla fine si rivelano essere soltanto cose buttate lì, senza spiegazione e senza collegamenti.
Non aiuta poi lo stile oltremisura colloquiale della narrazione: a tratti patetici, poi, i dialoghi tra la protagonista Amabel e la controparte maschile

Purtroppo, se non fosse appunto per la trama semplice e pura di questa trilogia, avrei già bocciato questo primo capitolo, ma dal momento che la curiosità ha avuto il suo ruolo sul piatto della bilancia, attendo con ansia di scoprire come si evolveranno le vicende, sperando in un'evoluzione dei personaggi che li renda almeno un po' più credibili.

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