domenica 11 settembre 2016

Recensione: "La luce sugli oceani" di M.L. Stedman

La luce sugli oceani
The light between oceans
M.L. Stedman
Garzanti, 367 pp, 2012

Sinossi: Isabel ama la luce del faro tra gli oceani, che rischiara le notti. E adora le mattine radiose, con l'alba che spunta prima lì che altrove, quasi quel faro fosse il centro del mondo. Per questo ogni giorno scende verso la scogliera e si concede un momento per perdersi con lo sguardo tra il blu, nel punto in cui i due oceani, quello australe e quello indiano, si stendono come un tappeto senza confini. Lì, sull'isola remota e aspra abitata solo da lei e suo marito Tom, il guardiano del faro, Isabel non ha mai avuto paura. Si è abituata ai lunghi silenzi e al rumore assordante del mare.Ma questa mattina un grido sottile come un volo di gabbiani rompe d'improvviso la quiete dell'alba. Quel grido, destinato a cambiare per sempre la loro vita, è il tenue vagito di una bambina, ritrovata a bordo di una barca naufragata sugli scogli, insieme al cadavere di uno sconosciuto. Per Isabel la bambina senza nome è il regalo più grande che l'oceano le abbia mai fatto. È la figlia che ha sempre voluto. E sarà sua. Nessuno lo verrà a sapere, basterà solo infrangere una piccola regola. Basterà che Tom non segnali il naufragio alle autorità, così nessuno verrà mai a cercarla. Decidono di chiamarla Lucy. Ben presto quella creatura vivace e sempre bisognosa d'attenzione diventa la luce della loro vita. Ma ogni luce crea delle ombre. E quell'ombra nasconde un segreto pesante come un macigno, più indomabile di qualunque corrente e tempesta Tom abbia mai dovuto illuminare con la luce del suo faro. Perché sulla terraferma, tra la civiltà, c'è una donna che spera ancora. Una donna infelice, ma determinata.
Questa è una storia che esplora ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e come spesso sembrino la stessa cosa. Questo è il romanzo di una madre e di un padre e della loro figlia segreta. Questo è il punto in cui amore e colpa si incontrano, e non vi lasceranno più.

Recensione
★★★★
Straziante credo sia la parola che per mio conto definisce al meglio questo libro.
Oggi ne ho visto pure la trasposizione cinematografica (di cui vi parlerò in un post separato) e forse non è stata una buona idea far slittare questa recensione perchè ora sono piuttosto influenzata dal giudizio che mi sono fatta del film.
Cercherò in ogni caso di attenermi soltanto al romanzo.

Questo libro è un libro di perdite e ritrovamenti, di sensi di colpa e passati che inutilmente ci si vuole lasciare alle spalle.
Tom, il guardiano del faro, si è lasciato trasportare dalla corrente verso un'isola sperduta credendo che lì sarebbe stato al sicuro dal suo passato. Ma i ricordi che la guerra gli ha lasciato non può purtroppo cancellarli. In suo aiuto arriva però la sbarazzina Isabel che con sè porta una ventata di freschezza e allegria. Il loro è un amore che all'inizio si sono un po' imposti l'uno l'altra, ma che poi è diventato puro e forte.
Ciò che però l'isola di Janus ha in serbo per entrambi è qualcosa che non si sarebbero mai aspettati.

La decisione di tenere la bambina portata dalle onde è una pessima decisione, entrambi lo sanno. Ma la solitudine e il profondo dolore che Tom e Isabel hanno dentro è troppo forte e quel fagottino piangente vien visto quindi come la temporanea soluzione ai loro problemi. 

Il dolore per la perdita di un figlio è un qualcosa che non si può descrivere a parole e neppure tentare di immaginarselo: Tom accetta quindi la disperata richiesta della moglie soltanto per amore suo, accantonando momentaneamente il suo essere ligio alle regole. Ma i sensi di colpa però non se ne vanno mai. Leggiamo quindi di un personaggio solo che soffre dal profondo del cuore per gli errori e gli orrori commessi, ma che è anche combattuto tra l'amore per la moglie e la figlia del mare e i rimorsi per le decisioni sbagliate che hanno cambiato la vita di tante persone.

Perchè è questo che accade ogni qual volta si prende una decisione: per quanto giusta possa essere agli occhi di alcuni e sbagliata al cuore di altri, influenzerà in ogni caso chi ci sta attorno. E nel bene e nel male se ne dovrà pagare sempre le conseguenze.

Il personaggio di Isabel, al contrario di quello di Tom sempre costante sin dall'inizio alla fine, è altalenante: facciamo la conoscenza di una ragazza allegra e piena di vita che verrà, pian piano, trasformata dagli eventi: la vita sull'isola del faro non sarà clemente con lei, e ci ritroveremo quindi davanti una persona straziata dal dolore e al limite della follia lasciando poi il posto ad una Isabel determinata nella sua convinzione di essere nel giusto.

Ciò che è giusto o sbagliato in questo libro non ci è dato sapere: ogni lettore ha la sua opinione.
Quello che ho apprezzato di più di tutto è stata la caratterizzazione dei personaggi: ben definiti, soprattutto i due principali, completi e che si completano a vicenda.
Il finale che ci vien dato forse non è quello che si spera, ma col senno di poi è l'unico che l'autrice ci poteva dare. Ed è per questo che, nel mio caso, questa storia mi ha lasciato un vuoto dentro: pensavo succedessero cose ed invece non son successe, e alla fine mi è rimasto in bocca il gusto amaro dell'insoddisfazione ed un "uffa" di sconsolazione
E' un romanzo doloroso che provoca tristezza, e per questo motivo - in modo masochistico - è bello e meraviglioso... tanto da far male.

Se ancora non l'avete letto, fatelo. Soprattutto fatelo prima di vederne il film che in Italia uscirà a gennaio 2017.

2 commenti:

  1. Lo comprerò sicuramente, sembra proprio una di quelle storie strazianti che tanto mi piacciono. Se avevo qualche dubbio, me l'hai tolto. ^^

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  2. anche io lo leggerò, sicuramente prima di vedere il film, di cui non ho letto pareri positivissimi nonostante il cast favoloso...

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