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domenica 6 novembre 2016

Recensione: "L'onore sopra ogni cosa" di Kathleen Grissom

Buongiorno lettori, e buona domenica!
Come sempre, la mia latitanza si fa notare, ma stavolta sono scusata. In questo ultimo periodo sono stata abbastanza diligente e ho letto molti libri, ma a causa di impegni e una piccola trasferta in patria non sono riuscita a scrivere neppure una recensione, come non ho neanche scritto il resoconto della mia visita alla fiera del libro di Francoforte (che arriverà in settimana).
Oggi però, vorrei lasciarvi il mio giudizio (un po' tardivo - e per questo mi scuso con la casa editrice che mesi fa mi aveva gentilmente fornito il libro) circa "L'onore sopra ogni cosa" di Kathleen Grissom.

L'onore sopra ogni cosa
Kathleen Grissom
Neri Pozza, 432 pagine, 2016, 18,00€

Sinossi: James Burton, noto e stimato argentiere di Philadelphia, ha una benda nera che gli copre l’occhio sinistro. Nei salotti buoni della città le donne sussurrano che sia rimasto sfregiato durante un duello, e James non fa nulla per mettere a tacere queste romantiche voci. Negli anni ha imparato a nascondere molti segreti. Nato in una grande casa coloniale nel Sud della Virginia, dall'unione illegittima tra Belle, una schiava mulatta, e Marshall Pyke, il giovane padrone della piantagione, James un giorno è stato accecato dall'ira e dalla disperazione. Ha impugnato un’arma e ha fatto fuoco contro Marshall, suo padre, che aveva deciso di venderlo come schiavo, sebbene avesse la pelle bianca come lui e fosse cresciuto nella casa padronale come uno dei Pyke. La fuga, senza rivolgere la parola a nessuno per il timore di essere scoperto, è durata a lungo. Fino al giorno in cui Jamie Pyke è diventato James Burton, gentiluomo di Filadelfia, invitato ai ricevimenti dell’aristocrazia della città, poiché ne conosce diligentemente le regole e poiché è un uomo attraente e di bell'aspetto, capace di conquistare il cuore di Caroline, la figlia del cinico Mr Cardon, un ricco esponente dell’industria del taglio e del trasporto del legno in Pennsylvania. Vent'anni, celando con cura due segreti che potrebbero condurlo alla forca: un omicidio e l’avere «il sangue dei negri», come amano dire gli schiavisti. Vent'anni per lasciarsi alle spalle il passato e raggiungere una certa sicurezza. Ora però la paura, che non lo ha mai abbandonato, sta tornando a farsi sentire per James, come una pesante palla di piombo. Henry, un uomo di colore con cui ha esattamente da vent'anni un debito d’onore, ha bussato alla sua porta e gli ha chiesto di aiutarlo a ritrovare suo figlio, finito in mano ai negrieri. Difendere la propria sicurezza, a costo di venir meno alla parola data, oppure porre l’onore sopra ogni cosa? Questo è il dilemma che lacera Jamie Pyke, divenuto James Burton, noto e stimato argentiere di Philadelphia. Con una scrittura avvincente e dal ritmo serrato, che tiene con il fiato sospeso, Kathleen Grissom, già autrice del bestseller Il mondo di Belle, ci conduce nell'implacabile America sudista del 1830, dove il desiderio di riscatto e la lotta per la libertà animano i cuori dei coraggiosi e indimenticabili personaggi di questo romanzo.

Recensione
★★★★
Tutti hanno un passato, bello o brutto che sia, da ricordare o da dimenticare.
E James Pyke non è da meno, soltanto c'è da dire che lui ne è in fuga.
Nato in quella parte d'America del 1800 dove gli schiavi erano considerati meno di zero e non avevano diritti ma soltanto doveri, ciò che lo rendeva diverso da loro era soltanto la sua pelle diafana.
Ma nonostante fosse cresciuto e amato come se fosse un bianco, non ha impedito al padre di tentare di venderlo ad un mercante di schiavi.
E' per questo che James scappa da quella vita, macchiandosi di un crimine, senza voltarsi indietro e cercando di dimenticare tutto l'accaduto.
Ma il passato, per quanto gli si è distanti e si cerchi di dimenticarlo, torna sempre per presentare il suo conto.

Dopo essersi costruito faticosamente una dignitosa e rispettosa vita a Filadelfia, James sarà infatti costretto a far ritorno in quelle terre arse dal sole per cercare il figlio dell'uomo che molti anni prima l'aveva aiutato e col quale si sentiva in debito.

Diviso nettamente in due dal punto di vista delle ambientazioni, questo romanzo ci introduce, nella prima parte, all'interno dei salotti dell'aristocrazia e della parte bene di Filadefia dove facciamo la conoscenza di Caroline, la dolce e angelica ragazza che farà battere il cuore a James tanto da renderlo dimentico delle sue preoccupazioni.
Nella seconda parte invece, le vicende si svolgono tutte nell'America sudista e schiavista. Le descrizioni dettagliate che l'autrice fornisce ci danno una visione chiara di come erano le condizioni di vita degli schiavi all'epoca; le emozioni e i sentimenti ma anche le paure dei protagonisti di questo libro sono anche le nostre grazie alla scrittura chiara e coinvolgente della Grissom.

Tutti i personaggi che qui troviamo sono tutti ben costruiti, ed è per merito di ciò che riusciamo a figurarceli nitidi nella mente, anche se alcuni si fanno amare più di altri.
Per mio conto, per esempio, quello che ho amato meno di tutti è stato Pan. Infatti non sono ben riuscita a classificarlo: in un primo momento è descritto come un ragazzino gentile disposto ad aiutare e far felici le persone che gli sono accanto anche se a volte la sua curiosità risulta invadente, e un momento dopo invece è dipinto come un bambino frignone ma allo stesso tempo elevatosi a giudicatore. Personalmente devo dire che questo piccolo personaggio, un po' "ne carne ne pesce", non è entrato per nulla nelle mie grazie come invece è successo al protagonista assoluto James: sempre coerente con sè stesso, con le sue azioni e con la parola data, è un personaggio ammirevole poichè è riuscito (benchè con l'inganno che qui potremmo definire "il non dire") a crearsi la vita che aveva sempre sognato per sè.

Nonostante questo libro mi sia molto piaciuto, non mi sento di consigliarne o meno la lettura. E' una storia, che seppur romanzata, ci fa conoscere, in alcuni casi anche con scene e dettagli un po' cruenti, una parte di storia americana di cui non si vorrebbe parlare. Perciò vi dico soltanto di far affidamento sulle vostre sensazioni per decidere se leggere o no questo libro. Per il resto il mio voto son quattro stelline.

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